Passa il tempo...
Lascio che scorra.
Lavoro, mi impegno.
Ci metto tutto l'impegno che posso per non cedere.
Trascuro le cose che mi farebbero cedere....
Ma poi... devo portare il cellulare in assistenza... e mi tocca ripulirlo da tutte le note ed pensieri scritti a tarda notte, quando sono senza difese.Quando sotto le coperte a metà strada fra il sogno e la veglia i pensieri sono li che si accalcano per aggredirmi e stravolgermi.
Scrivo e poi scivolo nel sonno.
E quelle note restano li, sospese nell'archivio del cellulare, nella mia incapacità di cancellarle, mai inviate al destinatario, mai più lette... sino ad oggi.
Ripulire il cellulare e leggere.
Leggere e star male.
Leggere ed essere presi da una morsa attanagliante e massacrante che mi toglie il fiato.
Leggere di me; della vera me: non quella super sorridente ed ottimista.
Non quella che se pure un po' oscura, riesce sempre a tirare avanti.
Leggere del buco nero che rosicchia il mio animo.
"Che sarà mai?" direbbe qualcuno?
Basta razionalizzare.
Certo.
Vorrei essere uno di quei miei conoscenti (parenti ed amici) logici e razionali, che se una cosa ti fa male o solo potrebbe essere causa di dolore, la scartano senza pensarci su neppure una volta.
Io invece no... a volte credo di essere attratta solo da ciò che è impossibile e che mi assicurerà una dose infernale di dolore.
E si... precipita.
"Se dovessi scoprire di farti soffrire sparirei dalla tua vita." disse lui.
Peccato che non si renda conto che è la sua assenza che mi dilania davvero.
Lo so che non potremo mai stare insieme... ma averlo accanto come amico, mi basterebbe per essere felice.





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